Il sole sulla faccia, il dolore e il prete grasso
Oggi sento il bisogno di scrivere qualcosa riguardo quanto mi e' accaduto, e penso che farlo in italiano sia la cosa migliore; parlare di cose intime penso richieda una conoscenza intima con la lingua, cosa che con l'inglese non possiedo.
Camminavo per andare in chiesa, ad un funerale, e mentre camminavo sentivo il sole caldo sulla faccia, quel sole caldo che ti ricorda quanto la vita sia fatta di momenti come questo. Mi ha ricordato in particolare una poesia di Bukowski.
"Tutto per noi"
C'e' sempre quello spazio. Eccolo li.
Appena prima che ci prendano, quello spazio che ti rilassa cosi bene, ti far tirare il fiato, mentre ti butti a letto a non pensare a niente, o ti riempi un bicchiere d'acqua dal rubinetto ipnotizzato dal nulla.
Quello spazio delicato, puro, vale secoli di esistenza. Tipo, mica chissà cosa, grattarsi il collo guardando fuori dalla finestra un ramo spoglio. Quello spazio, eccolo li, prima che ci prendano e' la garanzia che quando lo faranno non si prenderanno mai tutto
Davanti la chiesa l'arrivo del carro funebre mi ha suscitato una sensazione particolare, ma in particolare la vista della bara. La bara, per chi non lo sapesse, viene sigillata in maniera abbastanza rozza, con delle semplici viti, e ho ancora in testa il rumore dell'avvitatore quando mori' mio nonno. Non pensavo che quel suono potesse accompagnare un momento tanto definitivo.
Il funerale era di un ragazzo molto giovane, che non conoscevo personalmente, tuttavia non sono riuscito ad assistere a tutta la funzione. In particolare non volevo ascoltare le parole di ricordo da parte dei suoi cari.
In generale ho provato sensazioni intense, più che altro di empatia per molte persone visibilmente affrante; ma ho anche provato una sensazione grottesca, che quasi sfociava in rabbia.
La funzione era tenuta da questo prete pelato, grasso. Ecco l'idea di questo prete, che non conosceva questa persona e professava litanie ripetute decine, se non centinaia di volte per altre persone, mi dava fastidio. Un dolore cosi grande dovrebbe essere celebrato solo dalle persone realmente vicino alla persona scomparsa, e non attraverso un rito comune. Lo comprendo ma non lo condivido.
La cosa che ovviamente mi ha scosso di più e' stato vedere sua madre, con cui mi e' capitato di scambiare qualche parola in passato. Una persona decisamente forte e vitale. Se dovessi dare un volto al dolore penso che oggi il suo volto lo rappresentasse a pieno. Mi e' capitato di assistere ad altri funerali e non ho mai visto un volto consunto dal dolore come oggi.